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2 AGOSTO 1996

Comunicazione del Presidente della Associazione tra i familiari delle vittime strage del 2 Agosto 1980 letta nel piazzale della stazione di Bologna alle ore 10.25 del 2 Agosto 1996

Ricordiamo oggi il 16° anniversario della strage alla Stazione di Bologna che causò 85 morti e 200 feriti.

Il 23 novembre 1995 la Corte Suprema di Cassazione a Sezioni Unite Penali ha reso definitiva la condanna all’ergastolo per due degli esecutori della strage : i terroristi fascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Inoltre sono stati condannati definitivamente per il depistaggio delle indagini i massoni : Licio Gelli, Francesco Pazienza, il Generale Musumeci e il Colonnello Belmonte, questi ultimi, ufficiali del S.I.S.M.I., servizio segreto militare.

Dopo 16 anni è stato fatto un passo avanti verso la verità.

Per la prima volta l’impunità non è un fatto scontato nei processi per le stragi che hanno insanguinato il nostro paese.

Riteniamo che questo, pur importante, sia solo un punto di partenza, ora debbono essere scoperti e puniti i mandanti e gli ispiratori politici.

I comportamenti di personalità e di apparati istituzionali che ancora oggi tentano di ostacolare il percorso della verità, dimostrano che costoro godono ancora di colpevoli appoggi e complicità ai più alti livelli dello stato.

Chi ha usato il terrorismo per fini politici e non è stato punito potrà sempre riutilizzarlo all’occorrenza, eventualmente cambiando gli esecutori.

Il 18 giugno scorso la Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha assolto Sergio Picciafuoco, precedentemente condannato all’ergastolo come coautore della strage, "per non aver commesso il fatto". Il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Firenze ha proposto ricorso per cassazione e noi continueremo la nostra battaglia anche in quella sede perché riteniamo che la sentenza assolutoria abbia omesso di ben valutare tutte le prove a carico di costui, presente alla stazione di Bologna il 2 Agosto 1980, legato agli ambienti neofascisti, autore di innumerevoli menzogne.

La 5° sezione della Corte di Cassazione ha stabilito che il processo bis sui depistaggi attuati nelle indagini sulle stragi del 2 Agosto 1980 e del Treno Italicus è di competenza della Corte d’Assise di Bologna, malgrado questa se ne fosse spogliata inviandolo a Roma.

Abbiamo perso altro tempo, si è ritardato l’inserimento di un ulteriore tassello importante nel mosaico delle responsabilità.

Un tempo che è stato oggettivamente di aiuto a chi vuol far dimenticare e a chi spera che possa così stemperarsi il desiderio di giustizia e di verità.

In questi anni è andato crescendo il partito del silenzio, un partito trasversale che può contare su appoggi e connivenze amplissime per stendere un velo sul passato.

Le scomposte reazioni al manifesto dell’anno scorso dove indicavamo precise responsabilità politiche dell’On. Francesco Cossiga, Presidente del Consiglio il 2 Agosto 1980 e pertanto responsabile della sicurezza del paese, ne sono una dimostrazione.

La bozza di relazione dell’ex presidente della Commissione Stragi Sen. Pellegrino, evidenzia l’intenzione di mettere una pietra sul passato trattando il terrorismo solo come fenomeno che appartiene alla memoria storica del nostro paese, assolvendo dalle responsabilità che le competono quella parte di classe politica dirigente che ha dato dimostrazione di complicità e di inerzia.

Tutto ciò è funzionale al partito del silenzio.

Non a caso il Sen. Libero Gualtieri, che ha presieduto la Commissione Stragi dal 1988 al 1994, ebbe ad affermare:

"Fino a quando la nostra storia recente non potrà essere letta nella sua verità e le nostre istituzioni di garanzia non saranno ricondotte al servizio della comunità nazionale nella sua interezza, la democrazia non potrà dirsi sicura e forte".

Far luce sul passato significa liberare l’Italia dagli inquinamenti e dai ricatti che da sempre avvelenano la nostra vita politica per evitare che le future generazioni debbano confrontarsi ancora coi fantasmi del passato.

E’ nostro diritto arrivare ai mandanti e agli ispiratori politici.

I tentativi di zittirci sono inutili.

Il 6 Agosto 1980 durante i funerali delle vittime, l’allora Sindaco di Bologna Renato Zangheri disse : "E’ CERTO CHE COLORO CHE HANNO RICEVUTO RESPONSABILITÀ DI GOVERNO E PARLAMENTARI DAL POPOLO, TUTTI COLORO CHE ESERCITANO FUNZIONI PUBBLICHE, DAL POPOLO VERRANNO GIUDICATI PER QUELLO CHE FARANNO, CON UNA VIGILANZA E SENSIBILITÀ MOLTIPLICATE DALL’ANGOSCIA DI QUESTI GIORNI E DALLA GRAVITA’ ESTREMA DEL CRIMINE CHE E’ STATO COMMESSO".

Oggi 2 Agosto 1996 non siamo soddisfatti.

In questi 16 anni sono state approvate leggi in favore dei terroristi favorendo chi ha utilizzato il terrorismo nella lotta politica.

Non si è fatto un passo per abolire il segreto di stato nei delitti di strage e terrorismo.

In Parlamento, vi sono proposte per concedere l’indulto ai terroristi, una sorta di garantismo alla rovescia attento solo alle ragioni degli assassini, un balletto che tende ad alleggerire ai terroristi il complesso delle loro responsabilità, un’ulteriore offesa per i familiari delle vittime, un ulteriore allontanamento della verità, un ennesimo premio all’omertà di stato che ha imperato in tutti questi anni.

I terroristi sono in gran parte liberi o latitanti all’estero, mentre i mandanti e gli ispiratori politici sono ancora impuniti.

In Parlamento da 12 anni è depositata una legge di iniziativa popolare, presentata dall’Unione Familiari Vittime delle stragi, sottoscritta da ben 100 mila cittadini che deve essere ancora discussa.

Quella legge ha un titolo "abolizione del segreto di stato nei delitti di strage e terrorismo"

Il Senato per ben due volte, il 2 Agosto 1990 e il 2 Agosto 1995 ha approvato leggi che hanno lo stesso titolo, ma nulla hanno a che fare con la legge presentata dai familiari delle vittime e anzi permettono ancora di apporre il segreto di Stato.

Questo sarà un ulteriore banco di prova a cui il nuovo Parlamento sarà chiamato, valuteremo dai fatti la reale volontà di non premiare i terroristi e non far scendere definitivamente un velo di silenzio su tutte le vicende legate al terrorismo.

Ai parlamentari e ai rappresentanti delle istituzioni che ogni anno affollano questo palco, diciamo che sono qui non solo per ricordare le vittime, ma anche per prendere impegni dei quali i familiari e i cittadini nel prossimo anniversario chiederanno conto.

L’attuale Parlamento deve inaugurare una nuova stagione politica finalizzata alla ricerca della verità, ove non vi sia più spazio per il segreto di stato nei delitti di strage e terrorismo e chi ha attentato alla vita democratica del paese venga finalmente punito.

Aprire gli armadi non deve essere solo lo slogan abusato da precedenti ministri, ma una volontà che si realizza con i fatti giorno per giorno. Come prima iniziativa vengano rese di pubblico dominio tutte le documentazioni in possesso della Commissione Stragi.

Pensiamo sia giunto il tempo per un giudizio anche politico sullo stragismo che determini l’allontanamento dalle istituzioni di chi lo ha favorito anche solo con la sua colpevole inerzia.

Infine vogliamo ricordare, con stima e affetto, Torquato Secci, che è stato il nostro presidente per 15 anni.

In occasione della sua morte, sono pervenute espressioni di solidarietà ricche e numerose, unitamente ad impegni che non vorremmo fossero stati del momento.

Il miglior modo per ricordarlo sarà continuare a sostenere fattivamente l’Associazione dei familiari delle vittime nella difficile ricerca della verità.


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