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2 AGOSTO 1984

I familiari delle vittime e i feriti della strage alla stazione sono presenti solo per denunciare che da quel terribile 2 Agosto 1980 sono trascorsi inutilmente quattro anni e che sono troppe le promesse non mantenute.

Le nostre martellanti richieste alle Istituzioni responsabili, per ottenere GIUSTIZIA e VERITÀ, sono state sistematicamente ignorate, lasciate senza risposta, oppure sono rimaste impelagate in troppo lunghi percorsi burocratici.

Dalla Camera dei Deputati attendiamo ancora che si discutano le interrogazioni e le interpellanze rivolte al Governo, da tutti i partiti, sin dal lontano agosto 1980.

Non sono state ancora eliminate le carenze degli organici del Tribunale di Bologna malgrado le promesse fatteci nei numerosi colloqui avuti con i tre Ministri della giustizia succedutisi dal 1980 ad oggi.

A Bologna le indagini sulla strage sono da quasi due anni paralizzate dai processi amministrativi tesi a vanificare i provvedimenti disciplinari presi a suo tempo dal Consiglio Superiore della Magistratura.

Abbiamo avuto notizia che la nostra perseverante azione intesa ad ottenere GIUSTIZIA infastidisce qualcuno e si tenta di farci tacere magari accusandoci di occuparci di cose che non ci competono.

Non ci siamo mai sostituiti a nessuno né vogliamo farlo ora, vogliamo solo che la legittima sanzione colpisca finalmente i mandanti e gli esecutori della strage e affermiamo che, dopo quattro anni di inutile attesa, abbiamo il diritto di chiedere conto, a chi di dovere, di ciò che si è fatto e di ciò che non si è fatto.

Non accettiamo da nessuno il consiglio di stare buoni, seduti ad aspettare, l’attesa è stata già troppo lunga e la pazienza si è quasi esaurita.

Un dubbio gravissimo sfiora la nostra mente, il dubbio che il silenzio alle nostre domande possa trovare origine e giustificazioni in complicità inconfessabili con i terroristi che hanno commesso la strage alla stazione.

Ieri chi aveva il compito istituzionale di difendere il Paese dalla strage, non ha compiuto il suo dovere; per quattro anni chi aveva il dovere di ascoltarci è stato sordo; oggi chiediamo al Presidente del Consiglio onorevole CRAXI, al Ministro dell’Interno onorevole SCALFARO, al Ministro della Giustizia onorevole MARTINAZZOLI di provvedere a rimuovere subito, con ogni mezzo, le cause che costringono all’immobilità l’inchiesta sulla strage di Bologna; oggi ad essi incombe il dovere di provvedere, ciascuno per la propria parte, affinché GIUSTIZIA E VERITÀ siano fatte al più presto.

Per questa ragione ad essi chiediamo che alle promesse, OGGI e non DOMANI, seguano i fatti.

Dire la verità è un obbligo a cui nessun potere ha il diritto di sottrarsi.

Favorire il silenzio significa imporre la servitù.


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