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Discorsi > Torquato Secci > 2 AGOSTO 1986

2 AGOSTO 1986

I Giudici del Tribunale di Bologna hanno recentemente concluso le indagini sulla strage alla stazione ed hanno rese pubbliche le loro importantissime conclusioni.

Abbiamo espresso ai Giudici tutto il nostro apprezzamento per il loro difficile lavoro.

I Giudici dell’ufficio istruzione scrivono:

"L’accertamento della verità... è stato in questo processo ostacolato in ogni modo, poiché le menzogne, gli inquinamenti e le congiure di ogni genere hanno raggiunto un livello talmente elevato da costituire una costante.

I Giudici della Procura della Repubblica scrivono:

"...sin dai primi giorni del settembre 1980, scattò l’operazione destinata ad orientare in altre direzioni l’indagine..." e aggiungono: "La lunga serie di depistaggi messi in opera dal SISMI raggiunse il punto più alto in occasione del rinvenimento di una valigia contenente armi ed esplosivi a bordo del treno Taranto - Milano alla stazione di Bologna".

Pur assediati dall’omertà e dai depistaggi i Giudici del Tribunale di Bologna, con argomentazioni diverse, sono giunti alle medesime conclusioni inchiodando sul banco degli imputati tanto i presunti mandanti come i presunti esecutori.

Ora spetta al dibattito in aula e all’impegno degli Avvocati di parte civile ricercare quelle certezze che ancora mancano a completare il quadro della verità.

Il 4 marzo scorso la Corte di Assise di Appello di Roma ha ridotto le pene a Musumeci, Belmonte e Pazienza in quanto non li ha riconosciuti colpevoli di associazione per delinquere perché il fatto non sussiste.

Che l’esistenza del SUPERSISMI fosse esplicitamente dichiarata nei memoriali inviati da Pazienza ai Giudici, non conta; che lui avesse indicato da chi era composto il vertice del SUPERSISMI, cosa doveva fare e in quali territori doveva operare non ha alcun peso.

La sentenza di secondo grado è diventata definitiva poiché nessuno ha fatto ricorso in Cassazione.

Non ha ricorso neanche l’Avvocato dello Stato, parte civile della Presidenza del Consiglio e del Ministro della Difesa.

Nella strage sono morti due militari e cinque ne sono rimasti feriti.

Abbiamo richiesto alla Presidenza del Consiglio e al Ministro della Difesa le ragioni di questo comportamento.

La risposta tarda a venire.

La sentenza, la rinuncia al ricorso, i silenzi, sembrano programmati a tavolino.

La proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione del segreto di Stato soltanto nei delitti di strage e terrorismo, è rimasta chiusa nei cassetti del Parlamento; al suo posto i Membri della Commissione giustizia della Camera propongono di svelare il segreto di Stato dopo cinque o venti anni; questa proposta favorisce i terroristi, i loro mandanti, altre stragi.

Anche la proposta di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cinque stragi dorme nei cassetti del Parlamento.

Questa è la considerazione che il Governo e il Parlamento hanno per i familiari delle vittime e per i feriti delle cinque stragi.

Questi sono i provvedimenti che il Governo e il Parlamento prendono per combattere il terrorismo delle stragi.

Alle difficoltà illustrate se ne sono aggiunte altre che ostacolano e rallentano la nostra attività.

Il processo per la strage inizierà a Bologna nel prossimo mese di gennaio: "...portarlo a termine non sarà facile, come non è stato facile raggiungere l’attuale fase".

Contiamo sul vostro sostegno morale, sul vostro aiuto materiale, sulla vostra presenza al processo.

Solo così potremo ottenere GIUSTIZIA e VERITÀ.

Solo così tutti potranno acquisire realmente il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona oggi insidiata dalle stragi alle quali non sono estranei la P2 ed i poteri occulti.


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