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2 AGOSTO 1994

La sentenza della 1a Corte di Assise di Appello di Bologna, emessa il 16 maggio scorso, conferma la sentenza di primo grado nei confronti di Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Gelli, Pazienza, il generale Musumeci e il colonnello Belmonte.

Con questa sentenza vengono indicati gli autori materiali della strage, gli autori dei depistaggi e delle calunnie aggravate per finalità terroristiche; mancano i mandanti.

La verità sulla strage non è completa, tuttavia la sentenza del processo di appello è un importante risultato.

Ai Giudici diciamo grazie, ad essi siamo riconoscenti per il loro impegno, per il loro coraggio.

I depistaggi ci hanno accompagnato fin sulla porta della Camera di Consiglio del Tribunale.

Dopo la sentenza dell’appello bis si vuole ancora depistare cercando di far credere che la strage del 2 Agosto è legata alla strage del DC9 di Ustica.

Non conosciamo, per ora, nessun documento che comprovi questa ipotesi. La verità completa sulla strage del 2 Agosto 1980 è conosciuta da molta gente. Dopo la nostra denuncia, il 5 agosto 1991, l’onorevole Francesco Cossiga rilasciò al Tribunale di Bologna una dichiarazione spontanea nella quale affermava di: "...non conoscere né i responsabili, né i mandanti, né i favoreggiatori della strage, né qualsiasi altro elemento utile alla scoperta degli autori...".

In relazione all’incarico istituzionale di Presidente del Consiglio, in quel momento e per quanto previsto dalla legge 801, l’onorevole Cossiga doveva essere perfettamente informato di quanto i Servizi segreti facevano o non facevano in relazione all’attività di prevenzione di atti terroristici e stragisti.

Da queste considerazioni è evidente la fragilità della dichiarazione spontanea.

Vi sono, inoltre, interviste di uomini politici, di ex Ministri dell’Interno che hanno detto: "...nel passato sono stati proprio i politici che hanno fatto deviare i Servizi...".

Chi afferma questo lascia capire di essere a conoscenza della identità dei mandanti della strage alla stazione di Bologna.

A questi signori, così bene informati, abbiamo rivolto l’invito di dire ai Giudici ciò che sanno; l’invito, ancora, non è stato accolto.

Da quattordici anni siamo impegnati nel far rispettare l’art. 3 dei diritti dell’uomo, quello relativo alla difesa della vita e alla sicurezza della persona; questa difesa comprende tutti, non esclude nessuno.

Il potere politico, che se ne proclama dispensatore, non ha mai dato a noi la solidarietà attiva di cui abbiamo diritto.

L’ultima sentenza disturba gli interessi della P2 e dei Servizi segreti, e perciò non è gradita, quindi si cerca di mettere in piedi un secondo caso Montorzi, cioè un altro depistaggio.

In questo momento è in atto un tentativo di avvalorare l’ipotesi di un Giusva Fioravanti e di una Francesca Mambro molto ingenui, capaci di compiere una serie di sette omicidi, ma tanto sensibili da non poter commettere una strage.

Il complesso degli elementi di accusa invece rende assolutamente certa la prova delle responsabilità dei terroristi Giusva Fioravanti e Francesca Mambro.

Anche noi riteniamo necessaria la sollecita costituzione della Commissione stragi e l’approvazione, anche questa sollecita, di una legge che punisca severamente il depistaggio.

Ricordate la proposta di iniziativa popolare per l’abolizione del segreto di Stato nei delitti di strage e terrorismo presentata al Senato il 25 luglio 1984?

Quella proposta di legge, malgrado le numerose promesse e i grandi impegni dei difensori della nostra Costituzione, dopo dieci anni dorme ancora nei cassetti del Parlamento offendendo così l’art. 71 della Costituzione e i centomila elettori che la proposero.

Forti delle nostre ragioni e dei nostri diritti continueremo a reclamare GIUSTIZIA e VERITÀ.


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