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I soccorsi

I soccorsi vennero organizzati immediatamente: 'La prima ambulanza è piombata sul piazzale della stazione neppure due minuti dopo'. Così il Resto del Carlino, giornale cittadino, raccontava la reazione allo scoppio della bomba in stazione.

Ancora prima dell'arrivo di ambulanze e di vigili del fuoco i sopravvissuti vennero aiutati da passanti, ferrovieri e tassisti.
Anche le automobili private furono utilizzate per il trasporto dei feriti e fecero la spola fra stazione e ospedali.

Le lunghe catene umane in cui venivano passati i calcinacci, i mattoni che si spostavano tentando di liberare la zona dell'esplosione, sperando di trovare persone vive, seppur ferite, sotto le macerie erano formate da volontari, vigili del fuoco, soldati di leva; spesso si trovarono a lavorare fianco a fianco persone diverse, persone che, a Bologna, si erano trovate a fronteggiarsi anche aspramente sul piano politico.
Si leggeva una chiara descrizione di questa situazione sul giornale "Lotta continua": "La città si è prodigata nei confronti di chi ha subito gli effetti più devastanti e dolorosi della bomba. La città ufficiale, quella di chi lavora nelle soccorsicooperative e nelle fabbriche, che è bolognese e si dice comunista.La città altra, con i capelli lunghi, precaria, spesso immigrata.Gli operai robusti, tozzi, in canottiera che muovono con perizia le ruspe, i picconi, le mazze; i ragazzi magri, con i jeans bianchi di polvere che guardano storto i carabinieri che non fanno nulla mentre loro si muovo al ritmo sostenuto dei vigili del fuoco".
Questa contrapposizione, in un certo senso ricomposta per l'emergenza, ritornò però durante le manifestazioni che segnarono la reazione politica di Bologna.
Nelle testimonianze dei feriti il ricordo è quello di aver avuto soccorsi immediati, di essere stati accolti negli ospedali e curati prontamente, di avere trovato anche comprensione e consolazione.
L'amministrazione comunale istituì un Centro di coordinamento dove fu possibile, per i parenti delle vittime e dei feriti, essere accolti, assistiti ed ospitati.

Nella notte del 2 agosto venne terminato il primo lavoro di sgombero delle macerie, tutti i feriti erano stati soccorsi ed i morti ricomposti negli obitori trasportati anche con quell'autobus 37 che divenne nelle immagini e nel ricordo uno dei simboli di quei momenti.




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